Mons. T.Bertone

"La Madonna apparsa a Fatima ci richiama a questi valori dimenticati, a questo avvenire dell’uomo in Dio, di cui siamo parte attiva e responsabile".  

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Card. J.Ratzinger
Mons. T.Bertone
Padre S.De Fiores

 

CONFERENZA STAMPA DI PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTO
"IL MESSAGGIO DI FATIMA" 
Tratto integralmente dal Sito ufficiale della Santa Sede il 26 giugno 2000

Alle ore 11.30 di questa mattina, nell’Aula Giovanni Paolo II della Sala Stampa della Santa Sede, si tiene la Conferenza Stampa di presentazione del documento "Il Messaggio di Fatima". Prendono parte alla Conferenza Stampa: l’Em.mo Card. Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede e S.E. Mons. Tarcisio Bertone, S.B.D., Segretario della medesima Congregazione. Ne pubblichiamo di seguito gli interventi:

INTERVENTO DI S.E. MONS. TARCISIO BERTONE

La Congregazione per la Dottrina della Fede è stata incaricata formalmente «di rendere pubblica la terza parte del "segreto", dopo averne preparato un opportuno commento», come ha detto Sua Eminenza il Cardinale Angelo Sodano a Fatima, dopo la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta da Giovanni Paolo II.

Le ragioni dell’affidamento di tale delicato compito alla Congregazione per la Dottrina della Fede sono facilmente intuibili: anzitutto per le connessioni del genere letterario "apparizioni, "manifestazioni soprannaturali", "rivelazioni", "profezie" con la dottrina delle fede e la grande Rivelazione pubblica, cioè con "l’azione rivelativa di Dio destinata a tutta quanta l’umanità, che ha trovato la sua espressione letteraria nelle due parti della Bibbia: l’Antico ed il Nuovo Testamento"; in secondo luogo, per la competenza specifica del dicastero che, tramite un ufficio apposito, segue ed esamina, in collaborazione con i Vescovi diocesani, tutti i fenomeni soprannaturali o presunti tali, che vengono segnalati dalle Chiese locali.

Per svolgere in modo più adeguato l’incarico ricevuto, si è ritenuto opportuno inquadrare il testo della terza parte del "segreto" in un insieme di documenti e di commenti che ne rendessero più perspicua l’interpretazione.

Li elenco dettagliatamente, con qualche puntualizzazione.

1) Come risulta dal fascicolo stampato precede una presentazione, a firma del Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede. Essa ha lo scopo di esporre sinteticamente la traiettoria cronologica della documentazione sull’evento Fatima a noi pervenuta e, secondo fonti di archivio, oltre a informazioni già rese pubbliche, verificare le risposte dell’Autorità ecclesiastica e, in special modo, dei Papi del secolo XX° al "messaggio di Fatima".

In tale linea di citazioni si fa cenno alla questione della cosiddetta "consacrazione del mondo al Cuore Immacolato di Maria", atto di speciale devozione richiesto dalla Madre di Gesù il 13 luglio 1917.

La presentazione offre anche notizie certe – ricavate da appunti d’archivio – sulle persone che hanno preso visione della terza parte del "segreto".

2) Segue una sezione del fascicolo che ha come titolo «Il "segreto" di Fatima». Essa contiene, per completezza di informazione, i testi della prima e della seconda parte del "segreto", nella riproduzione del manoscritto originale e nella traduzione italiana o nelle altre lingue, e il testo della terza parte, sempre nella riproduzione del manoscritto originale e nella traduzione italiana. Qualsiasi lettore può verificare l’integralità del testo, cui corrisponde specularmente la traduzione.

Ci si potrebbe domandare: "come mai sono trascorsi diversi anni (da 24 a 27) dalle apparizioni alla redazione di una testimonianza scritta?". A parte le considerazioni sulla difficoltà di istruzione e di scuola per i tre pastorelli, per la sopravvissuta Lucia la consegna rigorosa del "segreto" da parte di "Nostra Signora" e contemporaneamente la diffidenza delle Autorità religiose (anche interne alla Congregazione delle Suore Dorotee tra le quali dapprima fu accolta), ritardarono la fissazione degli avvenimenti e delle parole in testi scritti. Ma qui pare opportuno fare due osservazioni: a) Suor Lucia ha confessato che quanto riguardava le apparizioni, più che un semplice ricordo, veniva percepito come una presenza incisa a caratteri di fuoco nel più intimo del suo essere. Disse: «Quelle cose si imprimono così profondamente nella nostra anima che non è facile dimenticare più». b) Quando ha avuto l’ordine (dal Vescovo di Leiria) e il permesso (da "Nostra Signora") di scrivere, si tuffa nei ricordi ed è presa da spontaneo entusiasmo per gli argomenti che tratta (soprattutto quando testimonia di Giacinta e di Francesco); ma soprattutto "rilegge" cose incise per sempre nel suo animo: più che ricordare sembra rivivere ciò che scrive, cosicché la sua facilità nel ricordare si trasforma in "lettura interiore".

Di passaggio è da notare che Suor Lucia, una volta che ha imparato a scrivere, per così dire, sarà molto feconda nel produrre lettere e memorie, di una ammirevole semplicità e chiarezza di concetti.

Come risulta dal colloquio (cfr. pag. 29) ella ha preparato un libro come risposta a tante lettere di devoti della Madonna e di pellegrini. L’opera reca il titolo "Os apelos da Mensagen de Fatima" e raccoglie pensieri e riflessioni che esprimono i suoi sentimenti, e la sua limpida spiritualità, in chiave catechistica e parenetica. Il manoscritto sarà pubblicato.

3) La terza sezione del fascicolo ha come titolo «Interpretazione del "segreto"», ed in realtà offre gli elementi necessari per una corretta ed obiettiva comprensione del "segreto" affidato ai tre bambini, e conservato fedelmente dalla testimone sopravvissuta, in un linguaggio simbolico intensamente significativo.

Innanzitutto si riporta la lettera del Papa a Suor Lucia, in portoghese e in italiano, per annunciare la visita del Segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, inviato "per fare qualche domanda sull’interpretazione della terza parte del "segreto". Anche se, come disse Suor Lucia, "ad essa era stata data la visione, ma non la sua interpretazione, che appartiene alla Chiesa", non sembrava superfluo verificare ciò che ella aveva sperimentato ed intuito con gli altri due veggenti. Come si evince dalla sintetica descrizione, il colloquio avuto con Suor Lucia il 27 aprile u.s. ha permesso di confrontare l’interpretazione delle due parti e di confermarne la perfetta concordanza.

Cosicché il 13 maggio seguente Sua Eminenza il Card. Angelo Sodano, Segretario di Stato, ha potuto leggere, per incarico del Santo Padre, una articolata comunicazione che forniva già i criteri essenziali ed obiettivi di lettura e di comprensione della terza parte del "segreto". Tale comunicazione non poteva mancare nella documentazione.

Il fascicolo si chiude con un meditato commento teologico di Sua Eminenza il Card. Joseph Ratzinger, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede. L’insigne teologo, dopo aver illustrato la differenza fondamentale tra Rivelazione pubblica e rivelazioni private, e aver chiarito la struttura antropologica delle rivelazioni private, offre una autorevole chiave di interpretazione del "segreto" e perciò del "messaggio di Fatima".

Dopo aver, nei giorni scorsi, rivisitato e ristudiato a lungo i personaggi e il "messaggio di Fatima", mi pare di dover ripetere, con profonda convinzione, ciò che ho scritto a conclusione della Presentazione: "La decisione del Santo Padre Giovanni Paolo II di rendere pubblica la terza parte del "segreto" di Fatima chiude un tratto di storia, segnata da tragiche volontà umane di potenza e di iniquità, ma permeata dall’amore misericordioso di Dio e dalla premurosa vigilanza della Madre di Gesù e della Chiesa. Azione di Dio, Signore della storia, e corresponsabilità dell’uomo, nella sua drammatica e feconda libertà, sono i due perni sui quali si costruisce la storia dell’umanità. La Madonna apparsa a Fatima ci richiama a questi valori dimenticati, a questo avvenire dell’uomo in Dio, di cui siamo parte attiva e responsabile".  

 

[Tratto integralmente dal Sito ufficiale della Santa Sede il 26 giugno 2000]

 

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